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Home Opere vincitrici ed. 2008 Poesie Alatri, gli paese mei (Ennio Orgiti)

Alatri, gli paese mei (Ennio Orgiti)

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Ennio Orgiti  - Insegnante in pensione è nato ad Alatri nel 1947 e risiede ad Alatri.

Alatri, gli paese mei* Alatri, il paese mio*

Aosia zico

De ste paese
mo te dico
tante cose.

Na matina,
fu gli sole
che decise.

Stà  ‘n cullina,
Ritto ‘mmeso,
tè gli munti
pe curona.

Tè le mura
attorno  attorno
assai famose
pe gli munno.

Tutti wedeno  a  widelle,
a guardà quanto  so’ belle.

Tutti ‘n fila trocchi trocchi
all’acropoli diretti.

Appena appetti la salita
tutti quanti a uocca  aperta
quando  widono  le  mura!!!

Le dumande….Sempre  chelle:
com’ ho fatte  a costruille?

Qui la storia
se fa dubbia,
ma lo stesso
te lo dico.
Gli ciclopi gente forte
ho purtato chelle prete,
l’ho purtate  fine a jecco
cu gli aiuto delle  mogli
che faceveno la maglia,
cu la groglia missa n’capo
se ‘ mponeveno gli massi.

Arrivati ‘nfino  ‘ncima
gl’ho capati i sistemati.

Chelle porte le si viste?
Una zica i una grossa,
non c’è propria paragone.
Stà pe guardia gli lione.

 Quande azzicchi chelle scale
se fà grusso gli respiro.

Quando  ‘ncima si arrivato
Guardi ’ntorno i se beato.

Tutto è begli,
titti, case, campanili
i la valle alloco a terra.
Cullepardi non se wede
st’annascuse alloco arrete.
Widi Vico  i po’ Guarcino,
monte Longa cu Fumone.

Non te dico all’atra parte,
se  remane a uocca  aperta.

Quante è begli sto paese
Costruito ritto meso.

 Ascolta un po’

Di questo paese
Adesso ti dico
tante cose.

Una mattina,
fu il sole
che decise.

Sta in collina
proprio in mezzo,
tra i monti
che le fanno da corona

Ha le mura
Intorno  intorno
Per il mondo
Assai famose.

Tutti vengono a vederle,
e mirarle perché belle.

Tutti in fila piano piano
all’acropoli diretti.

Appena inizia la salita
tutti quanti a bocca  aperta
quando  vedono  le  mura!!!

Le domande….Sempre  le stesse:
come han  fatto  a costruirle?
Qui la storia
È molto dubbia,
ma lo stesso
ti racconto.

I ciclopi gente forte
Han portato quelle pietre,
l’han portate  fino qui
con l’aiuto delle mogli
che facevano  la maglia,
con un panno attorcigliato
sulla testa caricate.

Arrivati infine in cima
L’hanno scelte e sistemate.

Quelle porte poi le hai viste?
Una piccola (dei falli) una grande (maggiore),
non esiste paragone.
Stà poi a  guardia un leone.

 Quando Sali quei gradini
Il respiro si fa pesante.

Quando in cima sei arrivato
Ti guardi intorno  e sei beato.

Tutto è bello,
tetti, case, campanili
e la valle giù in fondo.
Cuolepardo non si vede,
è nascosto dietro il monte.
Vedi vico e poi guarcino,
Monte Lungo con  Fumone.

Non ti dico dall’atra parte,
si rimane a bocca aperta.

Quanto è bello questo paese
Proprio al centro costruito.

*Opera realizzata secondo la teoria di Don Giuseppe Capone   “Nacque Alatri da un raggio di sole”  

 


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